Archivi del mese: luglio 2011

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STABILIMENTI nasce dall’idea di un gruppo di amici e architetti, che ha costituito nello scorso Maggio un’associazione di professionisti patrocinata dalla Regione Puglia e vincitrice del Bando di Principi Attivi 2010. L’associazione ha l’obiettivo di sviluppare un progetto di valorizzazione e sponsorizzazione della cultura del territorio pugliese attraverso l’innovazione dei processi di relazione tra i professionisti ed esso stesso. Le professionalità riguardano l’ambito del design, architettura e arti grafiche.

Si può parlare di una doppia o forse tripla missione del progetto di Stabilimenti. Per prima cosa investe nelle relazioni e nelle sinergie tra professionisti del settore per creare un contenitore che alla stregua del collettivo spagnolo istituisce una maniera nuova e creativa di approccio alle tematiche scelte: si tratta di una forma di sperimentazione di quella che i nostri colleghi spagnoli Zuloark chiamano gerarchia fluida. Si riconosce nella rete di persone e professionisti un principio operativo molto significativo. Ognuno è leader del gruppo a seconda delle specificità necessarie, non esiste una forma di aggregazione piramidale ed è per questo che vogliamo creare una rete di comunicazione attraverso Stabilimenti, delle esperienze di architetti, designer e artisti nell’ambito del nostro spazio, quello di via Cardassi ma anche e soprattutto nel nostro blog, nella nostra pagina facebook. Il tutto per costituire un network di idee a servizio del territorio e soprattutto del lavoro dei giovani professionisti, che in maniera particolare hanno bisogno di sostegno e forme di aggregazione.

Questo è quello che abbiamo voluto condividere venerdì 22 luglio: raccontare le nostre idee, i nostri obiettivi e la voglia di collaborare.

Il progetto si snoda a partire da quello che è il background esperienziale di ognuno di noi che prima è stato spinto fuori Bari: Roma, Milano, Firenze, Napoli, Genova e poi magneticamente travolto dal gusto inconfondibile della vita pugliese e riportato proprio qui a Bari per dare vita a ciò che altrove già costituisce una forma di aggregazione istituzionalizzata: il coworking.  In secondo luogo, il progetto coinvolge creativi nella ricerca extra universitaria che si sviluppa attraverso meeting e bandi di concorso tematizzati e contestualizzati in tal modo creando una alternativa culturale nel nostro territorio scarso di luoghi della cultura libera e attiva. In terzo e non ultimo lo spazio di Stabilimenti diventa occasione per proporre piccoli progetti di creativi in generale in maniera semplice e immediata senza incorrere nei meccanismi contorti della burocrazia.

Gli obiettivi sono tanti e alti, ovviamente l’associazione ha bisogno di VOI per partire, per costruire una base nuova su cui poggiare il lavoro futuro. È troppo consumata l’idea dell’architetto chiuso nel suo studio che si occupa dei suoi progetti e dei suoi cantieri. È necessario agire insieme per creare un movimento, un processo per cui la cultura dell’architettura e del design investa la gente comune e soprattutto coloro che operano sul territorio in molti casi deturpandolo. La sensibilità verso questi temi porta a dire che è il momento di cambiare rotta partendo da ciò che la Puglia offre in termini di cultura artigianale e risorse naturali per creare nuovi scenari e nuovi contest accessibili, sostenibili ma soprattutto interessanti.

Grazie a tutti.

MITO

Il mito del passato ed il mito del presente, l’oggetto unico e la perfezione, decorazione e funzionalità.
La modernità, l’industrializzazione, la ricerca del bello e utile, la possibilità di scelta, hanno depredato l’oggetto antico della sua funzionalità assumendola in pieno, e lasciando al manufatto artigianale solo il “mito”.
L’oggetto artigianale tuttavia viene ancora usato per la funzione a cui assolve ma la scelta di possederlo è quasi sempre motivata dal suo statuto particolare, più per desiderio che per bisogno.
La produzione artigianale nasceva come soluzione ad un problema pratico, era fatta “per”, e il “come” era una conseguenza; il consumatore valutava il bisogno più che la volontà.
Anche la ceramica Grottagliese nasce come ceramica d’uso, per conservare più a lungo possibile i prodotti della terra, acqua, olio o vino. Con il cambiamento e con l’avvento della realtà moderna lo statuto dell’oggetto ceramico si è modificato.
Nel Novecento il momento cruciale per la produzione della ceramica è il lancio dell’oggettistica in plastica che sostituisce l’argilla perchè meno costosa, meno pesante, più comoda.  E’ “il mito del presente”.
Il manufatto diventa obsoleto, passato, segno.
Si deve necessariamente attendere la saturazione del mercato della plastica per poter parlare di nuovo di ceramica, ma con un’altra accezione. E’ quasi un oggetto sognato, è il “mito del passato”.
L’artigiano tuttavia non può evitare la modernità, e nemmeno dovrebbe aspirare a farlo.
Riproporre l’uso tradizionale della ceramica di Grottaglie in chiave contemporanea, conservare, consumare i prodotti della terra pugliese, fuori dalle mura domestiche; è questo il progetto, un po’ nostalgico, un po’ ambizioso ma sicuramente nel nostro tempo.